PERDITA E DIRADAMENTO Capelli

La soluzione più moderna contro calvizie e diradamenti si chiama prgf, ed è una tecnica che, per ridurre la perdita di capelli e aumentarne la ricrescita, sfrutta i fattori di crescita presenti naturalmente nelle piastrine del sangue.

Si tratta di una tecnica medica che rientra nel campo della medicina rigenerativa: infatti si fonda sul principio secondo il quale le cellule staminali presenti nel bulbo del capello sono dotate di recettori per i fattori di crescita.

Poiché il sangue contiene molte piastrine, cellule ricchissime di fattori di crescita che hanno la funzione di auto-riparare il corpo, viene utilizzato il sangue stesso del paziente, opportunamente lavorato con una centrifuga, che separa le componenti del sangue, per ottenere un composto ricco di piastrine.

I fattori di crescita presenti nelle piastrine sono così in grado di stimolare le staminali dei bulbi piliferi ancora presenti, ma silenti o sofferenti, a produrre il capello

La nuova tecnica contro le calvizie è indicata nell’alopecia androgenetica, sia maschile (l’85% degli uomini) sia femminile (il 50% delle donne in menopausa e un elevato numero di donne in età fertile).

L’alopecia androgenetica è caratterizzata da una caduta di capelli lenta e quasi impercettibile, su fronte, tempie e zona superiore del capo, dovuta principalmente all’azione degli ormoni androgeni, soprattutto il testosterone (presente anche nell’organismo femminile) che è trasformato da un enzima in un’altra sostanza (il diidrotestosterone) che provoca una eccessiva produzione di sebo che soffoca i bulbi piliferi, atrofizzandoli gradualmente e impedendo loro di produrre altri capelli.

 

Il prgf è una tecnica ambulatoriale che richiede circa 45-60 minuti.

Si comincia con il prelievo di sangue: come per un normale esame ematochimico, si prelevano circa 40 ml di sangue venoso.

Le provette vengono immesse in una centrifuga che, in pochi minuti, separa le componenti del sangue e permette di ottenere  il plasma ricco di piastrine (PRGF), fonte di fattori di crescita (presenti all’interno delle piastrine).

 

Il concentrato di piastrine ottenuto viene aspirato dalle provette in una siringa, pronto per essere iniettato.

 

L’area diradata viene anestetizzata localmente. Il concentrato di piastrine viene quindi iniettato con aghi molto sottili e corti nel cuoio capelluto. Il paziente può ritornare immediatamente alle abituali attività socio-lavorative.

 

Il trattamento prevede due sedute a distanza di un mese una dall’altra e una terza dopo due mesi dalla seconda

 

La ricrescita dei capelli comincia a comparire dopo 1-2 mesi dalla prima sedute e raggiunge il culmine dopo sei mesi. Per potenziare ulteriormente il risultato, nei casi di diradamenti più seri, si ripete la procedura dopo 2-3 mesi. In genere, poi, si esegue una seduta di “richiamo” una volta l’anno.
La tecnica è sicura, se effettuata da un medico, perché si utilizza il sangue proprio, quindi senza rischi di rigetto, allergie o incompatibilità, e lo stesso sangue non entra mai in contatto con l’ambiente esterno o con il medico e quindi non può essere contaminato: il prelievo avviene con provette sterili e monouso, nelle quali il sangue viene centrifugato e dalle quale è aspirato, sempre con siringhe monouso, per le iniezioni.

 

Sostanza (il diidrotestosterone) che provoca un’eccessiva produzione di sebo che soffoca i bulbi piliferi, atrofizzandoli gradualmente e impedendo loro di produrre altri capelli.